C’era una volta un vecchio libro (in una vecchia biblioteca)

Devo ammetterlo: io e le biblioteche non andiamo d’accordo. Fin da quando ero alle scuole medie sono stato abituato a svolgere le mie ricerche con un pc e non all’interno di archivi polverosi. Autori, titoli d’opere, codici e collocazioni mi confondono, mi portano fuori rotta. E così, alle sei del pomeriggio, mi ritrovo ancora con una pila di libri da sfogliare senza la benché minima idea di quello che ho scelto per la mia tesina di sociologia dei processi culturali.

E poi vedo lei. Tiene tra le mani un volume dalle dimensioni esagerate, vecchio che pare una reliquia. Mi si siede accanto e lentamente apre il libro, accarezzando le pagine. La curiosità è forte. Sbircio. Sono pieni di carte, schizzi, disegni. Sono pieni di storie. Leggo il nome dell’autore e dell’opera: Jean-Pierre Houel, “Voyage pittoresque des isles de sicilie de Malte et de Lipari”. Mai sentito. Però l’espressione “viaggi pittoreschi” mi piace.

Torno a casa e chiedo all’oracolo del XXI secolo di dirmi qualcosa su questo Houel e il suo lavoro. Mica male, il tipo. Pittore, architetto, viaggiatore incallito, incarna perfettamente l’idea del moderno fotoreporter (sebbene alla fine del Settecento la macchina fotografica non fosse stata ancora inventata). Culturalmente onnivoro, decide di imbarcarsi alla volta della Sicilia per visitare e descrivere quello che ai suoi occhi appariva come “il luogo più curioso dell’universo”. Ci resta quattro anni, durante i quali riesce a integrarsi nel mood dell’isola: parla, veste e mangia locale. Visita centinaia di siti, descrivendoli minuziosamente nei suoi disegni. Incontra e si confronta con la gente del posto, di cui cerca di comprendere i punti di vista.

È ancora tutto vero? La Sicilia riesce ancora a essere terra di meraviglia per chi la percorra in lungo e in largo? E della sua gente, che possiamo dire oggi? E delle tradizioni? E delle eterne contraddizioni di quest’isola?

E se quel viaggio lo facessi io, oggi?

E se invece di taccuini, appunti e lettere, usassi un blog per raccontare la mia esperienza?

Il nome è presto detto: Sicilia Grand Tour 2.0.

Le tappe, me le suggerirà Jean-Pierre.

Comincio a prendere appunti; so già che domani sarò di nuovo in biblioteca, stavolta con le idee ben chiare, per dare un senso al mio progetto. L’idea mi piace. Assai.